16/05/2010
CapistranArte
Mostra d'arte e d'artigianato
CapistranArte
Caro artista, ti invitiamto a partecipare alla mostra d'arte e artigianato denominata "CapistranArte", che si svolgerà a Capistrano nel mese di agosto 2010.
La conferma di partecipazione dovrà pervenire entro il 20 luglio 2010.
Per confermare la tua adesione bisogna contattare:
renoiracapistrano@email.it
21:39
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26/08/2009
PREMIO DI PITTURA "RENOIR A CAPISTRANO"
Grande successo per il premio di pittura Renoir a Capistrano.
30 artisti da tutta Europa hanno partecipato al Premio di pittura, i finalisti sono stati 10.
Primo Premio - Maria Rosario Ovies Suarez - con l'opera "Lavandaia alla fontana"
Secondo Premio - Domenico Magnoli - con l'opera "Legato ad un sogno"
Terzo Premio - Sacha Sarnacchiaro - con l'opera "Natura morta"
Premio della critica - Pasquale Macrì - con l'opera "Primi luci a Taurianova"
16:16
Scritto da: nicastrello
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13/06/2009
PREMIO DI PITTURA "RENOIR A CAPISTRANO"
1° EDIZIONE
DEL PREMIO DI PITTURA
"Renoir a Capistrano"
Art.1
Scopi e Finalità
Il Premio di Pittura "
Renoir a Capistrano
" ideato dall’Associazione Culturale "Renoir a Capistrano" ha lo scopo di rilanciare la promozione, la valorizzazione e la conservazione degli affreschi siti nella Chiesa Matrice, al fine di rinnovare e rinvigorire il ricordo della presenza artistica di Pierre Auguste Renoir a Capistrano. Secondo, infatti, quanto scritto nella biografia "Renoir, mio padre" del figlio Jean, P.A. Renoir avrebbe rifatto gli affreschi distrutti dall’umidità, in una Chiesa di un piccolo paese calabrese.
Art.2
Requisiti per la partecipazione
Al premio potranno partecipare artisti di qualunque nazionalità.
Art.3
Opere
Ogni artista che intenda partecipare dovrà presentare al massimo 2 opere con le seguenti caratteristiche:
- Tema e tecnica: Rievocazione del maestro dell’impressionismo P.A. Renoir in chiave moderna e contemporanea; è ammessa qualsiasi opera rappresentativa di figura, paesaggio, natura morta o quant’altro realizzato con tecnica pittorica libera.
- Dimensioni: le opere non dovranno avere dimensioni superiori ai cm. 80 x 120.
Art.4
Termini di partecipazione
Le adesioni per la partecipazione al Premio "Renoir a Capistrano"", corredate di tutto quanto definito all’art. 5, dovranno pervenire entro il
24 luglio 2009 (farà fede la data del timbro postale) alla Segreteria Organizzativa presso Palazzo Municipale - Associazione Culturale "Renoir a Capistrano" Via Dante Alighieri snc 89818 Capistrano (VV) oppure tramite e-mail all’indirizzo renoiracapistrano@email.it
specificando in oggetto: Partecipazione Premio "Renoir a Capistrano".
Art.5
Modalità di partecipazione
Per partecipare al Premio è necessario presentare un massimo di 2 opere inedite.
Il materiale, di seguito specificato, se per posta dovrà essere inviato tramite raccomandata (A/R) in un unico plico. Il plico dovrà contenere:
1. Modulo di partecipazione compilato e firmato in ogni sua parte e disponibile sul sito:
oppure presso
Associazione Culturale "Renoir a Capistrano" Via Dante Alighieri snc.
2. Copia del presente bando firmata per accettazione.
3. Il curriculum vitae dell’artista completo di tutti i dati e contenente la descrizione della poetica pittorica dell’artista;
4. Descrizione delle opere con cui si concorre.
5. Materiale fotografico:
• stampa fotografica a colori formato minimo 13X18 cm, chiara e di buona qualità, delle opere che si vuole far concorrere; ogni foto deve essere etichettata con il nome dell’artista, il titolo, le dimensioni e la data di esecuzione dell’opera;
• È gradito, in aggiunta al materiale cartaceo, un CD contenente la documentazione di cui sopra
in formato digitale (immagine di estensione *tif, *jpg con una definizione di minimo 200 dpi).
Art.6
Selezione e assegnazione Premi
Il materiale inviato per la partecipazione al Premio"Renoir a Capistrano" e pervenuto alla Segreteria Organizzativa come indicato all’art. 4 sarà sottoposto al Comitato di Selezione.
Il Comitato di Selezione decreterà, a suo insindacabile giudizio, il vincitore al quale sarà consegnato il 1° Premio di Pittura "Renoir a Capistrano" realizzato dal Maestro Orafo Michele Affidato. Saranno inoltre assegnati dei premi al secondo e terzo classificato. Tutti i partecipanti riceveranno un attestato di partecipazione.
Gli artisti scelti dal Comitato di Selezione saranno contattati direttamente dall’organizzazione e saranno invitati a recapitare le opere presso:
Palazzo Municipale - Associazione Culturale "Renoir a Capistrano" Via Dante Alighieri snc
89818 Capistrano (VV) -
entro e non oltre il 1 Agosto 2009
.
Le spese di trasporto, imballaggio ed assicurazione per l’invio delle opere sono a carico dei partecipanti.
Art.7
Pubblicazione e comunicazione
Il Bando di partecipazione al Premio sarà pubblicato su quotidiani, sul web e inviato alle Accademie di Belle Arti.
Art.8
Utilizzo delle opere
Le opere vincitrici non verranno restituite agli artisti, ma resteranno di proprietà dell’Associazione, come i diritti d’autore e tutti gli altri diritti connessi.
Art.9
Catalogo
Il catalogo ospiterà anche una scheda descrittiva della biografia di ogni artista e della sua opera
pittorica. Una copia del catalogo verrà fornita a tutti gli artisti che concorreranno al premio.
Art.10
Accettazioni
Gli artisti che partecipano al Premio"Renoir a Capistrano" accettano implicitamente le norme del bando.
La mancanza di uno solo dei dati richiesti comporterà l’esclusione dal concorso.
Gli artisti concedono all’organizzazione i diritti di riproduzione delle opere e dei testi rilasciati per la partecipazione al premio "Renoir a Capistrano" per realizzare il catalogo, archiviare i lavori presentati e pubblicizzare le opere e il concorso attraverso tutti i mezzi di comunicazione disponibili.
Il materiale fotografico, il curriculum vitae e i testi inviati non saranno restituiti ma archiviati presso l’Associazione.
14:33
Scritto da: nicastrello
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20/05/2009
ARTICO DI TERRANEWS SUL LIBRO DI MARIO GUARNA
Il fascino indiscreto di Alma
Anteprima. Andrea Camilleri sulle tracce di Renoir e della sua bionda modella. Nel suo nuovo romanzo Il cielo rubato lo scrittore siciliano si prende una licenza da Montalbano e dalla scrittura di genere . Dal 6 maggio in libreria
«Gentile signora, mi permetta di dirle che considero la sua lettera pervenutami ieri come il più bel regalo…Non solo per il contenuto, ma direi soprattutto per il suo giungermi inaspettata…». Parole quasi affettate, dal sapore vagamente d’antan. Con cui quel grande “contraffattore” di stili che è Andrea Camilleri nel suo nuovo romanzo Il cielo rubato (edito da Skira, in libreria dal 6 maggio) si cala nei panni dell’agrigentino, Mario Riotta: un maturo e colto notaio, che l’incipit del romanzo ci presenta sorpreso e forse già un po’ segretamente sedotto dalla lettera di una sconosciuta di nome Alma Corradi che gli ricorda un suo scritto giovanile, un libello su alcuni aspetti poco noti del viaggio in Italia del pittore Pierre Auguste Renoir. Da giovane appassionato di arte, Riotta aveva scoperto molti anni prima che nella Chiesa di Capistrano, un paesino sui monti di Vibo Valentia, una serie di affreschi rivelava la mano del pittore francese, padre dell’impressionismo. In questo insolito romanzo epistolare – del tutto fuori registro rispetto alla letteratura di genere che ha reso popolare Camilleri – il protagonista racconta così la sua scoperta alla signora Alma: «La mia nonna materna era nata proprio a Capistrano nel 1874, figlia di un muratore. Quindi aveva sette anni quando vi arrivò il Maestro. Nella sua memoria di bambina era rimasta impressa la figura di un pittore francese, che lei chiamava il signor Renuà il quale, visto che gli affreschi della chiesa locale si stavano distruggendo a causa dell’umidità, decise in qualche modo d’arrestarne la rovina definitiva operando una sorta non di restauro ma di rifacimento».
Finzione narrativa o ricostruzione storica? Camilleri nel libro coltiva sapientemente questa ambiguità. E se, fra gli altri, Mario Guarna, attento studioso di storia locale, in un saggio del 2008 edito da Ibiskos ha offerto molte prove a dimostrazione che il rifacimento fu veramente di mano di Renoir, Camilleri, forse intuendo una risultanza dell’opera non proprio alla altezza del maestro, si schermisce: «No, non sono andato a vedere gli affreschi in Calabria, del resto nel romanzo sono un fatto abbastanza marginale. Lo spunto narrativo piuttosto mi è venuto da un racconto del figlio di Pierre-Auguste Renoir: Il regista Jean Renoir scrisse di un viaggio di suo padre ad Agrigento e di un furto che avrebbe subito documentato da una lettera di suo pugno, lettera che per quanto ho studiato non ha riscontri storici. Già tutto questo era di per sé un enigma assai intrigante». Ma al gusto della sciarada che connota la produzione più squisitamente giallistica di Camilleri qui si aggiunge una costruzione letteraria colta, fin dalla forma scelta, quella del romanzo epistolare. «Mi ero un po’ annoiato a correre sempre lungo le due autostrade del romanzo poliziesco e del romanzo storico» accenna, sornione, Andrea Camilleri. E tocca scomodare più di un modello letterario, a partire da Lolita di Nabokov, per riferire qui adeguatamente di questa divertita rilettura da parte di Camilleri del topos della passione – vera o fantasticata – da parte da un uomo di una certa età per una giovane donna. In questo caso la bionda Alma – come scopriremo nel corso della lettura che- ha la bellezza luminosa e carnale della celebre Baigneuse blonde (1881) di Reinor e, fin dal nome, intriga il lettore in un gioco di specchi con Aline Chavirot la modella, amante e compagna di Renoir che il pittore ritrasse quasi ossessivamente. Nelle sue lettere Alma farà di tutto per evocare l’immagine di Aline nella mente del maturo notaio. E il climax del rapporto fra i due, in una ridda di riferimenti iconografici veri e falsi (compreso un finto ritratto di Guttuso che Alma spedisce in foto al già arreso Riotta) presenterà non poche sorprese. Come del resto spiazzante è lo stile e il linguaggio che qui Camilleri squaderna, senza il ricorso all’icastico siciliano dei suoi lavori più noti. Lo scrittore che in passato si è divertito a imitare lo stile barocco spagnolesco alla Manzoni e perfino la prosa di Boccaccio qui opta per una lingua apparentemente normalizzata, ridotta al grado zero, lasciando che la luminosità gioiosa, la pennellata morbida e la sensualità delle figure femminili di Renoir diventino l’impasto stesso dell’intera narrazione. «Le immagini pittoriche sono state un elemento fondante della mia formazione e sono sempre state per me una fonte importante di ispirazione» ci ricorda lo stesso Camilleri, in una pausa del suo lavoro di scrittura, che lo vede impegnato nel suo studio romano ogni giorno, invariabilmente, allo scoccare delle sette e mezzo del mattino. Così tornano in mente certe suggestioni caravaggesche de La storia del colore, ma anche tanti suoi romanzi storici ricchi di riferimenti alla pittura coeva. Ma ne Il cielo rubato Camilleri arriva a fare della pittura la protagonista stessa del romanzo. Puntando per giunta su un pittore più odiato che amato dalla critica moderna. «Mi intriga indagare il lavoro di scrittori e pittori che suscitano passioni forti – confessa Camilleri – ,cerco di scoprire le ragioni dell’amore ma anche quelle dell’odio. E questo in pittura avviene molto di più che non in letteratura. Basta pensare a quanta gente dice di odiare Raffaello».
E riguardo a Renoir, alla fine, a quali conclusioni è giunto? «Che indubbiamente è stato un grandissimo maestro. E non per un quadro in sé. Per capire la pittura occorre fare il possibile per cercare di vedere la mano che sta dietro al quadro. E’ il tipo di pennellata a fare la personalità di un artista. Così come è la scrittura a fare lo scrittore». Ma da questo nuovo romanzo di Camilleri non filtra soltanto il suo intenso rapporto con la storia dell’arte, ma anche quello con il cinema, qui chiamato in causa attraverso Jean Renoir, figlio d’arte e cineasta amatissimo da François Truffaut. «Un film come La grande illusione è un vero manifesto contro la guerra. Molto più di altri film venuti dopo – chiosa Camilleri-. Se fosse proiettato oggi risulterebbe di una modernità strepitosa». Truffaut scriveva che Jean Renoir non filma situazioni, non filma idee ma uomini e donne che hanno idee. «Come regista è stato una figura di artista enorme Camilleri. Nel suo cinema c’è l’impressionismo ma c’è anche e soprattutto il dono del vedere. E lo sguardo – conclude Camilleri – è la cosa più importante per un regista».
dal quotidiano Terra
14:52
Scritto da: nicastrello
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| Tag: renoir, libro, mario guarna, capistrano, camilleri, cielo rubato, caso renoir | OKNOtizie |
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26/01/2009
ARTICOLO PUBBLICATO SULLA RIVISTA D'ARTE " STILE ARTE"


12:07
Scritto da: nicastrello
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